Facciamo un 48! LE CINQUE GIORNATE DELLA MAPPA

                   >  percorsi insurrezionali  <

Difficilmente si ripetono gli stessi fatti; ma le passioni umane essendo sempre le medesime possono generare circostanze egualmente difficili; or siccome in quei giorni fu necessario alla popolazione milanese spiegar coraggio, sobbarcarsi a privazioni e sacrifici, e ne uscì con gloria ed onore, è pur bene che i posteri abbiano avanti agli occhi quell'esempio del loro padri e lo seguano.
(Luigi Torelli, Ricordi intorno alle Cinque Giornate di Milano, 1876)

Le Cinque Giornate di Milano del 1848: rivoluzione o fake news?

Inviato dalli amici, qualche giorno dopo la presa di Milano, a verificare in Parigi quali speranze mai colà rimanessero alla tradita nostra causa, trovai quelli uomini di Stato profondamente ignari delle cose nostre, e per la gravità delle circostanze scusabilmente immemori d’ogni cosa lontana. E per li indefessi maneggi delle corti di Torino e Vienna, li rinvenni imbevuti d’opinioni insoffrimibilmente vituperose a miei cittadini, e a tutta l’Italia.

 

Così inizia il pamphlet che Carlo Cattaneo scrive di getto, dal 16 agosto 1848, a Parigi, per ristabilire la verità dei fatti intorno all'insurrezione popolare che in cinque giorni, dal 18 al 22 marzo di quell'anno, aveva liberato Milano e la Lombardia dagli Austriaci. Il suo scopo è confutare la versione avvallata dalle diplomazie, secondo cui quell'insurrezione sarebbe stata solo una caotica avventura salvata (per pochi mesi) dall'intervento dell'esercito sabaudo.

Era impensabile, infatti, attribuire a un popolo disarmato e alieno da pratiche militari la vittoria su una guarnigione di circa 20mila uomini, comandati da un capo quasi leggendario.

 

Ancora più impensabile - e pericoloso - riconoscere che un'intera società, dagli aristocratici agli orfanelli, dalle donne ai preti, dai letterati agli artigiani, avesse potuto unirsi e cooperare spontaneamente ed efficacemente per una causa comune, superando interessi di classe e diverse visioni politiche e ideali. Come scrive Luigi Torelli nei suoi "Ricordi intorno alle cinque giornate di Milano": Un avvenimento è tanto più facile ad essere alterato quanto più colpisce l'immaginazione e giunge inatteso ed inesplicabile. Tale fu l'annuncio che riscosse l'Europa intera della ritirata delle truppe austriache dopo la sollevazione di Milano.

 

Lo sciagurato esito della Prima guerra d'indipendenza impedì un libero dibattito sull'andamento e il significato delle Cinque Giornate. Ancora Torelli: I vinti si dispersero ai quattro venti ed i vincitori non si contentarono di mettere in evidenza le esagerazioni, ma negarono anche i fatti veri, li spiegarono a modo loro, sì che la verità oscurata prima dagli uni lo fu dappoi anche dagli altri.

In seguito, la retorica risorgimentale idealizzò quell'esperienza trascurando il suo più genuino valore come atto di popolo unitario, spontaneo e autonomo. Recentemente, si è addirittura rivalutato il supposto comportamento moderato di Radetzky, che preferì ritirarsi piuttosto che mettere a ferro e a fuoco la città che amava.

Perché rievocare quel lontano fatto storico? Non solo e non tanto per rinnovare l'orgoglio per una pagina eroica della nostra storia, ma specialmente per attingervi un insegnamento che ancora ci riguarda perché attiene alla nostra identità di cittadini milanesi: siamo noi, e nessun altro, gli artefici del nostro destino comune.

Raccontare le Cinque Giornate di Milano del 1848 è dunque un invito a vivere la città attivamente e responsabilmente, in onore delle generazioni passate e di quelle future.

Sulla base delle fonti presenti nella Mappa Letteraria Milano, abbiamo ricostruito l'evolversi dell'insurrezione, dalle manifestazioni spontanee e il sorgere delle barricate alla ritirata degli Austriaci, i combattimenti nelle contrade e le battaglie più importanti, le discussioni e le decisioni del Comitato di Guerra, i protagonisti e i luoghi scomparsi della città.

Fonti letterarie (con link al testo originale su Google Libri)

Ignazio Cantù, Gli ultimi cinque giorni degli austriaci in Milano (1848)

Carlo Cattaneo, Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e la conseguente guerra con l'Austria (1849)

Carlo Mascheroni, Gli ostaggi. Pagina storica del 1848 (1867)

Carlo Osio, Alcuni fatti delle Cinque Gloriose Giornate (1848)

Mario Paganetti, Storia delle Cinque Giornate di Milano narrata al popolo italiano (1868)

Luigi Torelli, Ricordi intorno alle Cinque Giornate di Milano (1876)

Felice Venosta, Le Cinque Giornate di Milano (1864)

Crono-sintesi delle Cinque Giornate

I protagonisti

I luoghi scomparsi

Visita la mappa delle Cinque Giornate (clicca sul titolo o sull'immagine)

Mappa.PNG

Quarto Paesaggio Associazione Non Profit - Via Venini, 21, 20127 Milano

CF 97679690152 - P.IVA 09032180961 - IBAN IT33A0359901899050188540352